“Viviamo tutti nello stesso mondo”. I pensieri dei ragazzi che hanno vissuto “Rotte Migranti”

“Nonostante sapessimo che si trattava di una simulazione, di un gioco, e che non poteva succederci nulla, è stato brutto immedesimarsi in queste storie”.

“Potremmo essere noi, in un futuro, ad aver bisogno di aiuto e viviamo tutti nello stesso mondo”

“Fa male pensare a cosa accade ogni giorno sotto i nostri occhi”

Grazie al coinvolgimento delle scuole secondarie palermitane, ogni giorno centinaia di ragazzi vivono l’esperienza immersiva di “Rotte Migranti”. A fine simulazione ci si raduna in uno spazio aperto e, insieme agli operatori, si affrontano i dubbi e le paure generati da un percorso denso di emozioni. Mettersi nei panni degli altri, vivere sulla propria pelle, anche solo per qualche ora, oppressioni, violenze, ingiustizie e un insormontabile senso di frustrazione legato all’incertezza sul proprio destino, ha fatto maturare nei ragazzi la voglia di capirci di più. Tante le perplessità su una diffusa incapacità a provare pietà, o empatia, tante invece le domande sulle reali conseguenze delle politiche securitarie nella quotidianità dei migranti. Questi sono solo alcuni dei pensieri scritti a mano che hanno voluto lasciarci.

 

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