Aliou Lullaby | Una ninna nanna in lingua mandinka

Si comincia con una nenia, un motivo, il primo che passa per la testa, ed ognuno tira fuori un ricordo legato ad un ritmo, tra percussioni e fiati. Così accade che le geografie del mondo, chiamate a raccontarsi con una musica, mettano insieme una melodia inaspettata. È questa la magia dei laboratori musicali di Come.In. organizzati da uno dei partner del progetto, Arci Tavola Tonda.

Trovare una lingua comune con cui capirsi è già un primo passo verso la condivisione. Molti dei ragazzi partecipanti ai laboratori sono senegambiani: il Gambia è un fazzoletto di terra abbracciato dal Senegal ma una storia coloniale divide queste due terre, il Gambia è infatti anglofono, il Senegal francofono. Ad unire i popoli arriva il dialetto. I due idiomi parlati – conosciuti dai docenti dei laboratori – il mandinka ed il wolof, appartengono infatti ad unico ceppo linguistico. Così, comprendersi in dialetto non risulta essere complicato, specie se ad unire è anche la comune cultura musicale west africana.

Dopo settimane di prove e infinite chiacchierate sulle suggestioni musicali, cominciano le registrazioni che porteranno alla realizzazione del Canzoniere del Migrante: intanto il più bel regalo oggi ce lo fa Alex, che ha tirato fuori il ricordo una dolcissima ninna nanna in lingua mandinka cantata dalla nonna quando lui era ancora un bambino. Dice più o meno così: Piccolo mio, non ti abbandonerò mai, asciuga le lacrime perché la mamma non ti lascerà mai. “C’è anche una ninna nanna che i figli usano cantare alle madri per tranquillizzarle sul fatto che, anche quando cresceranno, saranno sempre al loro fianco” ci dice Alex. “Ma questa è un’altra storia…”